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BIOMETANO
Impianti di Produzione

Il BIOMETANO è la miglior scelta sostenibile per ridurre le emissioni nel settore della mobilità, inclusi il trasporto marittimo e stradale e può essere movimentato utilizzando le infrastrutture esistenti dedicate al GNL senza la necessità di investimenti addizionali.
Ogni 10 kW installati si evita un’emissione di gas equivalenti a circa 100 autovetture!

IMPIANTO

Principali componenti di un impianto di BIOMETANO

Aree di stoccaggio: *

Possono essere delle vasche o serbatoi o capannoni (generalmente chiusi) che servono per le operazioni di raccolta ed eventuale pretrattamento delle biomasse, per eliminare eventuali impurità e preparare il materiale organico alla digestione anaerobica.

Digestore: *

Mediante un sistema di tubi e pompe il materiale organico pretrattato viene inviato al digestore, grandi cisterne chiuse in modo ermetico dove le biomasse sono continuamente miscelate. Qui avviene la fermentazione attraverso l’azione dei microrganismi, con la produzione di biogas e di digestato.

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Gasometri: *

lcuni impianti stoccano il biogas in appositi serbatoi esterni chiamati gasometri, tuttavia può essere anche immagazzinato anche all’interno degli stessi digestori. Il biogas viene poi utilizzato, ulteriormente raffinato o distribuito tramite condutture o camion.

Cogeneratore:*

La gran parte degli impianti a biogas dispongono anche di un cogeneratore, un sistema dotato di un motore endotermico alimentato a biogas o a biometano, attraverso il quale è possibile generare sia energia elettrica che energia termica da cedere alla rete, da fornire agli edifici vicini e in parte utilizzata per alimentare la stessa centrale di biogas.

Aree per lo stoccaggio del digestato:*

digestione anaerobica produce non solo biogas ma anche dei materiali residui organici.

 

Vantaggi chiave

BIOGAS*

mediante il processo di fermentazione avviene la separazione della materia liquida e solida (digestato) dal gas generato durante la respirazione anaerobica

CALORE ED ENERGIA ELETTRICA *

Il BIOGAS ed il calore in esubero generato possono essere utilizzati come combustibile, per gli autoconsumi dell’impianto oppure per produrre energia elettrica da immettere nella rete nazionale.

DIGESTATO*
a parte residua del processo di digestione, formata da ciò che resta delle biomasse di partenza, viene impiegata come fertilizzante naturale nelle coltivazioni aziendali con una qualità notevolmente superiore al letame

FGE

A SOSTEGNO DEL PROCESSO DI DECARBONIZZAZIONE

/ IL PROCESSO DI DIGESTIONE

La Fermentazione naturale

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I reflui, derivanti da allevamenti suinicoli, bovini e avicoli (ad esempio letame, liquame e pollina), vengono appositamente selezionati da un biologo che crea un’apposita ricetta mediante un’analisi incentrata sulle necessità del cliente. Questa sostanza viene poi convogliata all’interno di un apposito contenitore, il fermentatore.

Successivamente, grazie all’uso di speciali tramogge, avviene l’eventuale integrazione di biomasse come: scarti dell'industria agroalimentare, vegetali e sottoprodotti agricoli, come ad esempio silo mais, frumento, sorgo e granella.

Biodegradazione anaerobica

La sostanza organica viene quindi immessa nell’impianto in assenza di ossigeno e a temperatura controllata.

Questa biodegradazione della massa organica è un processo comunemente denominato digestione anaerobica, in grado di convertire le biomasse in gas attraverso una serie di trasformazioni anaerobiche (in assenza di ossigeno) dovute all’attività dei microorganismi presenti in natura, ma replicate su scala industriale.

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